Come il settore turistico di Zanzibar può salvare la vita dei bambini con cardiopatie congenite

Zanzibar, nota per le sue splendide spiagge e la sua ricca storia, attira milioni di turisti ogni anno. Il settore turistico di Zanzibar ha il potenziale per salvare vite, in particolare quelle di centinaia di bambini nati con cardiopatie congenite (CHD) che hanno bisogno di cure.
Secondo una ricerca condotta dal Governo rivoluzionario di Zanzibar e da UNICEF Tanzania, il turismo svolge un ruolo cruciale nella vita delle comunità di Zanzibar, sia dal punto di vista economico sia da quello sociale. Rappresenta il 27% del prodotto interno lordo (PIL) di Zanzibar e l'80% dei suoi proventi in valuta estera, ed è quindi uno dei settori più importanti dell'isola.
Questo motore economico può però diventare anche uno strumento per salvare vite, affrontando una delle sfide sanitarie più urgenti di Zanzibar: le cardiopatie congenite (CHD).
Secondo il censimento del 2022, Zanzibar ha una popolazione di circa 1,98 milioni di persone, con un tasso di natalità del 35,8 per 1.000. In base ai tassi di incidenza mondiali delle CHD, ogni anno a Zanzibar nascono tra 650 e 810 bambini con cardiopatie congenite. Di questi bambini, il 40-50% avrà bisogno di un intervento medico prima dell'età adulta, e il 20-25% dovrà affrontare condizioni critiche che richiedono cure entro le prime settimane di vita per evitarne la morte.
Attualmente sull'isola non esiste un programma di cure cardiologiche pediatriche. La scarsa conoscenza delle cardiopatie congenite, l'assenza di un'assistenza post-operatoria continuativa per i bambini curati all'estero grazie al sostegno di organizzazioni non profit e la mancanza di screening materno e neonatale complicano ulteriormente gli sforzi per affrontare questo problema crescente.
La nostra strategia di finanziare le cure cardiologiche attraverso le attività turistiche organizzate da One Heart Travel punta a destinare il 50% dei nostri profitti al finanziamento delle cure cardiologiche per i bambini. In una prospettiva più ampia, questo impatto può essere amplificato da modifiche normative che consentano di destinare una piccola parte dei proventi del turismo alla sanità, in particolare a programmi fondamentali come le cure cardiologiche pediatriche.
Questo renderebbe questi servizi sanitari essenziali sostenibili e accessibili per i beneficiari, in linea con le parole del dottor Devi Shetty, fondatore dei Narayana Hospitals: "Non è una soluzione se non è accessibile."
Zanzibar ha l'occasione unica di diventare un modello mondiale di come il turismo possa incidere direttamente sulla salute e sul benessere delle comunità locali.
Il modello di The One New Heart Tanzania e One Heart Travel per le cure cardiologiche pediatriche, sostenuto dal settore turistico, offre una soluzione salvavita a centinaia di bambini nati con cardiopatie congenite.
Questo è un appello a tutte le parti interessate, agli operatori turistici, ai decisori politici, ai donatori locali e internazionali e alla comunità di Zanzibar: uniamo le forze e usiamo il turismo per salvare vite.
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